Abbassare i consumi in ambito industriale e residenziale e ridurre le emissioni di CO2 per costruire una low carbon economy
Serve all’ambiente e alla salute, a migliorare la qualità della vita nelle nostre città e nei nostri paesi ma serve anche a creare (o a mantenere) lavoro, i profili green sono in continua crescita e le opportunità sono rivolte soprattutto ai giovani under 35, le imprese che realizzano eco-investimenti in Basilicata sono circa 2800.
La politica avviata nel corso degli anni a sostegno della sostenibilità (direttive europee per la riduzione delle emissioni, leggi dello Stato come l’Ecobonus che consente la detrazione Irpef per la riqualificazione energetica delle abitazioni) ha portato qualche risultato: una certa ripresa del mercato delle ristrutturazioni edilizie, un’attenzione più forte verso l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Ma, secondo l’Energy Efficiency Report 2015 redatto dal Politecnico di Milano, l’Italia è il Paese in Europa con il maggior potenziale di mercato legato al raggiungimento dell’obiettivo 2020 sull’efficienza energetica: si potrebbero muovere circa 10-12 miliardi di euro di investimenti all’anno. Dunque bisogna fare di più.
La Provincia di Potenza, poi anche quella di Matera, negli scorsi, in piena sintonia con l’obiettivo 2020, ha dato vita al progetto “Abitare Basilicata”, ha promosso e promuove lo strumento del Patto dei sindaci e della redazione dei piani d’azione per l’energia sostenibile (PAES). L’adesione al Patto e l’impegno a ridurre le emissioni può rappresentare, per i comuni lucani, uno strumento di forte partecipazione dal basso e di condizionamento degli strumenti di pianificazione di area vasta e dei regolamenti urbanistici, allo stesso tempo una modalità per intercettare le opportunità finanziarie presenti e future grazie ai fondi strutturali 2014/2020.
Altre forme di incentivazione si potrebbero pensare. La riduzione delle tasse per le abitazioni di nuova costruzione (o anche di quelle riqualificate) con meccanismi di premialità sulla classe energetica; una sorta di conto energia regionale, per i cittadini e le imprese, che possa intervenire per sostenere gli obiettivi del pacchetto clima energia 20 20 20; un fondo per gli enti locali che consenta per esempio lo sviluppo di reti elettriche smart grid, un passo, soprattutto per i nostri territori caratterizzati da scarsa densità demografica, verso la costruzione delle smart communities.
La stessa risoluzione approvata il 14 aprile 2015 dal Consiglio regionale sull’uso dei fondi della ex card idrocarburi va in questa direzione.
Sulle politiche per il risparmio e l’efficienza energetica nel campo civile, con la costruzione di “edifici passivi”, quanto in quello industriale e agricolo favorendo l’efficientamento e la produzione dei sistemi produttivi delle imprese lucane, si può sperimentare una vera sinergia tra mondo della ricerca, dell’università e delle professioni.
Si possono determinare enormi benefici per le famiglie lucane e ricadute positive sul turismo e il marketing territoriale costruendo sulla sfida di sostenibilità della Regione un’esperienza di conoscenza, un’occasione per farsi visitare e apprezzare. Tante realtà locali, come ad esempio i piccoli comuni dislocati nel cuore del Pollino o inerpicati sulle Dolomiti lucane potrebbero aumentare la propria attrattività proponendo vacanze “green” in alloggi eco-sostenibili e spostamenti interni con mobilità elettrica come valore aggiunto alle tante offerte culturali e paesaggistiche presenti.









