“BASILICATA 2019 – SCAVIAMO IL FUTURO”

 scarica il progetto in formato pdf >>> IDEA PROGETTUALE BASILICATA 2019 – SCAVIAMO IL FUTURO_DEF

 invia un commento a >>> piero.lacorazza@regione.basilicata.it 

Potenza2

 

Le prime immagini della scuola di restauro a Matera

Approfondimento TRM


OpenPompei – #‎SCRIPTORIVM‬

Sintesi di Progetto

Progetto di formazione, ricerca, e sviluppo turistico per il censimento, la conoscenza, la valorizzazione e la tutela del patrimonio archeologico lucano e del relativo contesto rurale e paesaggistico, da sviluppare e legare con altri progetti di valorizzazione regionali (Lungo la Via Herculia: Tra Storia e Sapori) ed extra regionali (Grande Progetto Pompei, Museo della Magna Grecia di Taranto). Valorizzazione attraverso l’archeologia delle attività produttive legate al territorio (turismo, animazione culturale, produzioni tipiche e artigianato).

matera

Obiettivi Generali

L’intera filiera culturale italiana, che comprende le industrie culturali, più quella parte di economia non culturale che viene attivata dalla cultura, come ad esempio il turismo culturale, vale circa 214 miliardi di euro: il 15,3% del valore aggiunto nazionale (fonte Rapporto Symbola “Io sono cultura”, anno 2014).

Le politiche culturali, turistiche e produttive vanno ridisegnate complessivamente nel loro rapporto con l’intero territorio sfruttando il potenziale dell’archeologia lucana e delle comunità interessate da siti o aree archeologiche.
Lo studio e la conoscenza del proprio patrimonio archeologico e culturale permetterebbe  non soltanto di valutare il livello di vulnerabilità attuale, in modo da programmare forme di tutela adeguate, ma anche un’adeguata promozione del territorio. Infatti le maggiori difficoltà che ostacolano questo tipo di strategia di sviluppo sono legate alla mancata o limitata conoscenza del proprio patrimonio culturale in genere e alla scarsa consapevolezza delle ricadute positive che la valorizzazione di queste risorse può determinare sull’economia locale.

Il progetto mira alla conoscenza multidisciplinare e diacronica delle risorse archeologiche del territorio lucano, attraverso lo studio dell’intera rete viaria antica, su cui nel tempo la Basilicata ha vissuto la propria evoluzione sociale, economica e culturale attraverso diverse epoche (dagli Enotri ai Lucani, dalla Magna Grecia ai Romani, dai Longobardi ai Bizantini, dai Normanni agli Aragonesi).

La metodologia di indagine oltre che sulla ricerca di fonti storiche e topografiche, può avvalersi delle più attuali tecnologie sia per l’osservazione della  terra che per la diffusione dei risultati scientifici

 

attraverso l’utilizzo delle tecnologie ICT (virtualizzazione, realtà aumentata, GIS), che costituiscono campi innovativi per la pianificazione e la fruizione dei beni culturali.
Il territorio lucano può essere comunicato in chiave Open Data sia attraverso la digitalizzazione dei dati che scaturirebbero da attività di ricerca promosse sul territorio da parte di Enti di Ricerca e Università che attraverso percorsi di scambi culturali, sostenuti dalla Regione, tra studenti lucani e stranieri, che sarebbero al tempo stesso portatori di conoscenza e animatori delle comunità lucane in cui verrebbero ospitati durante la loro esperienza.

policoro2


Il censimento e la mappatura del Patrimonio Archeologico presente sul territorio della Basilicata, attraversato dalla viabilità antica, verrebbe tradotto in una Carta delle Potenzialità Archeologiche, quale strumento di gestione e programmazione del territorio e parte organica del redigendo Piano Paesaggistico regionale ed in continuità con il Protocollo d’Intesa sottoscritto 18 novembre del 2011 tra Provincia di Potenza e Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata.

Pur non esistendo a livello nazionale una legislazione sulla Carta Archeologica, il Rischio Archeologico, rientrante nel concetto della cosiddetta Archeologia Preventiva, viene richiesto, come propedeutico in sede di approvazione del progetto di un’opera pubblica dalla Soprintendenza competente (art. 28, comma 4 del D.lgs 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio; art. 95 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 – Codice degli appalti; art. 2-ter del D.L. 26 aprile 2005, n. 63, convertito nella L. 25 giugno 2005, n. 109 – Conversione in Legge, con modificazioni, del Decreto Legge 26 aprile 2005, n. 63, recante Disposizioni Urgenti per lo Sviluppo e la Coesione Territoriale, nonchè per la Tutela del Diritto d’Autore. Disposizioni Concernenti l’Adozione di Testi Unici in Materia di Previdenza Obbligatoria e di Previdenza Complementare).
Il punto dolente è che le indicazioni archeologiche alle Regioni ed ai Comuni le dovrebbero fornire di solito le Soprintendenze le quali, il più delle volte, non hanno ben chiara la situazione del proprio territorio di competenza oppure hanno una gestione degli archivi talmente obsoleta da rendere impossibile una verifica puntuale ed in linea con i tempi per l’esecuzione dei lavori pubblici.

Detto questo, alcune Regioni come l’Umbria, il Piemonte, la Puglia e l’Emilia Romagna, hanno già deciso di dotarsi autonomamente di una Carta Archeologica Regionale, definibile anche Carta delle Potenzialità Archeologiche considerabile come parte di altre iniziative di gestione del territorio, come i Piani Paesaggistici Regionali.

La comunicazione del patrimonio archeologico e culturale della Basilicata attraverso la digitalizzazione dei dati e l’utilizzo di sistemi Web GIS in chiave Open-Data può contribuire, in un periodo di progressivo abbandono delle aree rurali interne, allo sviluppo dell’intero territorio lucano aumentandone l’appeal  turistico e tutelando il patrimonio archeologico, culturale e paesaggistico.

 

grumento

 

La proposta progettuale ha le caratteristiche per coniugare tali aspetti con politiche di sviluppo volte a cogliere la molteplicità delle vocazioni del territorio, in primis quella agricola, attraverso lo studio delle colture e produzioni tipiche che si trovano nei territori e lungo i percorsi individuati.

Inoltre la previsione di Laboratori Permanenti che utilizzino i più recenti metodi di ricerca archeologica applicati ai materiali, va nella direzione di puntare sulle Smart Specialization in un’ottica di programmazione PO FESR 2014-2020.

La ricerca scientifica e storico-culturale, secondo un approccio multidisciplinare e interdisciplinare, ha contribuito finora e deve contribuire in futuro a far riemergere dal territorio lucano i segni della storia dei popoli che lo hanno abitato, che si riflettono nella cultura e nella identità locale, come pure nelle tradizioni produttive agroalimentari tipiche.
Quindi occorre garantire continuità alle attività di ricerca condotte da istituzioni scientifiche come il CNR IBAM e le Università che, attraverso efficaci forme di trasferimento e di divulgazione dei risultati scientifici e grazie all’interazione e alla stretta collaborazione con gli enti locali, organizzazioni di categoria e rappresentanze del tessuto socio-economico lucano, hanno contribuito all’accrescimento dell’offerta culturale e produttiva del nostro territorio.

Il progetto rappresenta un’occasione per definire e programmare, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie (tecnologie ICT applicate alla fruizione e tecnologie GIS Cloud per la gestione integrata e la comunicazione del patrimonio culturale), assetti insediativi, beni culturali e paesaggi, pensando all’archeologia come “vagone” da legare alla “locomotiva” di Matera Capitale Europea  della Cultura per il 2019, che risulta punta di diamante del turismo regionale per il 2014 con una rilevante crescita (+16,4% di arrivi; +18,5% di presenze).

 

Obiettivi Specifici

tito

Creazione della Carta delle Potenzialità Archeologiche la cui finalità è lo sviluppo di una cartografia tematica che censisca e descriva le caratteristiche culturali del territorio attraverso il coinvolgimento di realtà di studio e ricerca locali (CNR IBAM, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera), in collaborazione con Università Straniere e Soprintendenze, per un sistema condiviso di catalogazione, valorizzazione e fruizione tramite WEB-GIS del Patrimonio Culturale ed Archeologico della Basilicata.

Il sistema di fruizione Open access/Open data ha come scopo la valorizzazione e la gestione delle risorse culturali assicurando una notevole flessibilità e capacità di fornire risultati qualitativamente e quantitativamente significativi, in grado di influenzare le strategie e le politiche nell’ambito della programmazione e gestione del territorio e delle risorse culturali regionali.

La creazione di una Carta delle Potenzialità Archeologiche, è ineludibile premessa a qualunque attività di pianificazione del territorio, quale innovativo e dinamico strumento di tutela del patrimonio culturale e come parte di una più organica Carta dei Beni Culturali e del redigendo Piano Paesaggistico regionale.

Individuazione   di   macro-aree   di   rilevante   interesse   archeologico,   incentrate   su   siti pluristratificati e ben conosciuti, in cui avviare uno o più progetti multidisciplinari su tematiche specifiche quali il paesaggio agrario antico e l’evoluzione di colture e tradizioni.

La Basilicata infatti si distingue, a livello storico, per una precoce diffusione delle prime pratiche agricole a partire dal neolitico.

Trasformazione   di   queste   grandi   risorse  in   un   museo   diffuso,   creando   un itinerario archeologico ed ambientale che consenta di visitare le notevoli testimonianze presenti sul territorio. Il progetto è finalizzato alla mappatura ed allo studio, con moderni metodi d’indagine geo-archeologici, di risistemazione di aree non accessibili, di messa in sicurezza di ciò che è già emerso dalle precedenti attività, di catalogazione dei beni e di sviluppo delle possibilità di fruizione da parte del pubblico.

Definizione, in collaborazione con enti di ricerca come il CNR IBAM dei tracciati antichi delle principali vie lucane dell’antichità, che oltre la Via Herculia, possono essere assi portanti di interventi finalizzati alla realizzazione di percorsi turistici e alla valorizzazione di luoghi, colture e prodotti tipici. Il territorio può essere mappato ricostruendo il paesaggio storico rurale dei contesti studiati e censendo il Patrimonio Culturale e Archeologico presente nelle aree della Basilicata attraversate dalla viabilità antica.
Coinvolgimento nelle attività di progetto di istituzioni universitarie locali (UNIBAS – Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera) e internazionali per la costruzione di percorsi formativi e di studio incentrati sull’esperienza già collaudata delle Summer School estive, attraverso la creazione di Laboratori di Archeologia e Stages incentrati sull’applicazione e sulla sperimentazione dei più recenti ed avanzati metodi e strumenti della ricerca archeologica e delle moderne tecnologie digitali ed informatiche per la conoscenza, la comunicazione e la valorizzazione dei territori.

rossanoRealizzazione di scambi culturali tra studenti lucani e stranieri aventi quale finalità lo   studio dei siti e delle aree archeologiche ivi presenti, darebbe un notevole apporto scientifico alla ricostruzione della storia del territorio, allo studio dell’evoluzione del paesaggio agrario e

 

delle specie vegetali, ed alla comprensione dei metodi di trasformazione delle materie prime, con una evidente ricaduta a livello di crescita culturale e di visibilità del patrimonio culturale regionale.

Messa  a  sistema,  attraverso  il  coinvolgimento,  delle  diverse  attività  produttive  e   realtà associative, di volontariato e senza scopo di lucro presenti sui territori interessati dal progetto (turismo, animazione culturale, aziende agricole, produzioni tipiche, artigianato etc.), per la valorizzazione delle risorse culturali come volano di effetti positivi sull’economia locale e regionale.

 

Ambito Territoriale Interessato

 

oppido

 

Regione Basilicata

Il territorio della Basilicata, interessato da una molteplicità e varietà di emergenze culturali, presenta anche un grande fattore di rischio riguardo alla tutela/rischio che si presenta particolarmente accentuato in relazione ai beni archeologici. La mancanza di una conoscenza approfondita dei siti archeologici comporta, inoltre, l’impossibilità di effettuare una programmazione a lungo termine in materia di valorizzazione. Il progetto di redazione di una Carta delle Potenzialità Archeologiche della Regione Basilicata, realizzata secondo criteri scientifici metodologicamente corretti, rappresenta un tentativo di affrontare questi problemi e fornire uno strumento di conoscenza che valga anche come strumento di programmazione sui beni culturali. La banca dati così realizzata, trasmessa ai Comuni e agli altri Enti territoriali, risulta per di più strumento fondamentale ai fini della pianificazione urbanistica e degli interventi da realizzare sul territorio, con la possibilità da un lato di evitare danni e assicurare la tutela delle emergenze storiche, dall’altro di programmare a medio e lungo termine la valorizzazione dei vari siti. Il progetto prevede:

-     realizzazione di un data base dei siti conosciuti, contenente indicazioni rispetto alla localizzazione, bibliografia etc. e definizione in base alle particelle catastali;

-     cartografia GIS elaborata sulla scorta del censimento con quadro sinottico e tavole cronologiche;

-    schedatura contenente previsione del livello di potenzialità archeologica dei singoli siti, anche con la possibilità di riscontrare sulla stessa particella siti con differenti potenzialità;

 

-   l’indicazione dei vincoli esistenti, sia quelli imposti con formale decreto del Ministero, sia quelli operanti ope legis.

 

Comuni interessati da siti di rilevante interesse scientifico ed archeologico

policoro

Il progetto è diretto anche all’individuazione di macro-aree di rilevante interesse archeologico, incentrate su siti pluristratificati e ben conosciuti, in cui avviare uno o più progetti multidisciplinari su tematiche specifiche quali, ad esempio, il paesaggio agrario antico e l’evoluzione di colture e tradizioni. La Basilicata, infatti, si distingue, a livello storico, per una precoce diffusione delle prime pratiche agricole, che possono  essere suddivise per epoche storiche cui coinciderebbero i territori dei Comuni che ospitano siti archeologici.

I tematismi attraverso cui suddividere il progetto possono essere:

Recupero dei contesti Enotri delle necropoli delle Valli dell’Agri e del Sinni, e la   fondazione dell’antica Heraklea.

I Centri Fortificati della Lucania Antica.

La Magna Grecia e l’evoluzione delle pratiche agricole sulla costa jonica.  L’epoca Romana e le villae di Età Imperiale.

Oltre alla suddivisione dei territori per epoche storiche, il progetto può essere sviluppato attraverso la definizione dei tracciati antichi delle principali vie lucane dell’antichità (es. Via Herculia, Appia, Annia, Popilia, Lucos-Acerronia, Venusia – Heraklea, Heraklea – Turiostu), come assi portanti di interventi finalizzati al censimento, mappatura e studio e valorizzazione dei territori comunali ricadenti nel percorso.

 

Partnership

 

tavole

 

Regione Basilicata.

A.d.G. PO FSE 2014-2020/FESR 2014-2020/PSR 2014-2020.

Università degli Studi della Basilicata – Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera.

MiBAC/Soprintendenze.

Altri centri di eccellenza per la ricerca nel campo archeologico (CNR IBAM, Università Straniere…).

 

  Fondazione Matera 2019.

Comuni interessati da siti di rilevante interesse scientifico ed archeologico.

 

 

Strategia del Progetto

 

venosa2Il progetto si può configurare, ad una prima approssimazione, come diviso nelle seguenti fasi:

 

coinvolgimento della Regione Basilicata attraverso le Autorità di Gestione PO FESR 2014- 2020, PO FSE 2014-2020, PO PSR 2014-2020;

coinvolgimento delle istituzioni universitarie locali (UNIBAS – Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera) e internazionali per la costruzione di percorsi formativi e di studio incentrati sull’esperienza già collaudata delle Summer School estive e degli scambi culturali che coinvolgano studenti lucani e stranieri e i Comuni interessati da siti di rilevante interesse scientifico ed archeologico;

coinvolgimento  di  imprese  lucane  di  settore,  associazioni  culturali,  archeologi,  storici  e laureati in materie umanistiche, con l’obiettivo di consolidare le attività esistenti ed incentivarne di nuove, attraverso il sostegno all’occupazione ed alla ricerca scientifica;

incentivazione delle traiettorie tecnologiche ed innovative che la Regione intende sostenere nell’area dell’Industria Turistica, Culturale e Creativa nell’ ambito della Strategia Regionale dell’Innovazione per la Specializzazione Intelligente – S3 Basilicata,

costituzione  di  una  cabina  di  regia  composta  da  un  rappresentane  di  ciascun      partner coinvolto, presieduta da un rappresentante della Regione Basilicata;

i partner individuano le aree archeologiche regionali: aree vere e proprie, ma anche istituzioni museali che raccolgono reperti, etc.

le istituzioni universitarie e di ricerca coinvolte in accordo con la Soprintendenza propongono gemellaggi /partenariati con istituzioni universitarie e di ricerca europee, da coinvolgere nel progetto, e ne curano i dettagli, sotto la direzione regionale;

elaborazione e sottoscrizione di Accordi di Programma o di strumenti analoghi, della    durata di almeno tre anni, rinnovabili almeno fino al 2019, per la realizzazione del progetto;

emanazione,   attraverso   l’Autorità   di   Gestione   PO   FSE   2014-2020,   sulla   base della sottoscrizione di un Accordo di Programma, di un Avviso Pubblico per studenti lucani ed europei, con specifiche lauree, con invito a partecipare alle attività previste nel progetto.

 

All’interno del progetto, come attività specializzanti in chiave Smart Specialization Strategy (S3) a valere sul PO FESR 2014 – 2020, si punta sulle seguenti traiettorie tecnologiche:

Utilizzo di ICT per azioni di ricostruzione virtuale e comunicazione di siti archeologici.

GIS – Geographic Information System per la lettura territoriale e la creazione di un sistema Cloud per la gestione integrata, la condivisione e la comunicazione del patrimonio culturale, per l’ottimizzazione dell’uso di risorse economiche; per incoraggiare idee e iniziative imprenditoriali (Start-up) nel settore delle tecnologie ICT e in servizi per la fruizione del turismo culturale e paesaggistico.

Strumenti  di  monitoraggio  dello  stato  di  conservazioni  dei  beni  e  dei  siti   archeologici coinvolti in chiave di archeologia preventiva.

Sviluppo di materiali innovativi di intervento sui siti, per il restauro e la conservazione dei beni archeologici.

 

 

Modalità Organizzative

 

ciascuna annualità di progetto prevede 4 mesi di impegno, durante i mesi estivi;  la Regione paga a tutti i partecipanti una borsa di studio mensile;

gli  Avvisi  Pubblici  vengono  emanati  dalle  istituzioni  partner,  attraverso  un  unico  testo predisposto dalla Regione, alle quali in relazione al numero di borse di studio attivabili, la Regione versa risorse necessarie e sufficienti;

le borse di studio vengono pagate ai ragazzi provenienti da tutta Europa solo se l’istituzione universitaria europea gemellata assicura un trattamento reciproco agli studenti lucani. Questi successivamente potranno passare un periodo nelle istituzioni universitarie europee gemellate, per scambiare esperienze e partecipare a progetti archeologici;

in ciascuno dei Comuni coinvolti nel progetto, viene fatta una call pubblica per selezionare famiglie che ospitino i giovani archeologi, sia lucani che stranieri, assicurando loro vitto ed alloggio. Le famiglie selezionate avranno diritto ad un piccolo rimborso spese forfettario, da liquidare a fine progetto;

vengono selezionati dei mediatori culturali, ovvero giovani residenti nel Comune ospitante, della stessa età dei partecipanti, con il compito di animare le giornate degli ospiti al di fuori del lavoro;

 

  al termine del progetto, i partecipanti organizzano incontri con le scolaresche di ogni parte della Basilicata, per raccontare l’esperienza vissuta attraverso il progetto, diventando così ambasciatori nelle scuole del patrimonio artistico e culturale della Basilicata, e dei propri paesi di provenienza;

Le traiettorie tecnologiche su cui si intende puntare nell’ottica delle Smart Specialization sono:

 

Tecnologie ICT per l’acquisizione, la fruizione, il recupero, la catalogazione, la  divulgazione e la condivisione di beni culturali materiali e immateriali e di beni ambientali (paesaggistici, archeologici, monumentali, storici), anche attraverso ambienti virtuali interattivi.

Tecnologie  GIS-Cloud  per  la  gestione  integrata,  la  condivisione  e  la  comunicazione del patrimonio culturale su base geografica attraverso l’implementazione di sistemi Open Data.

Tecnologie  legate  a  materiali  innovativi,  dispositivi  elettronici  e  di  “remote     sensing”, integrazione di tecnologie di telerilevamento satellitari e tecniche elettromagnetiche non invasive per il monitoraggio dei monumenti e dei siti di interesse archeologico e storico- artistico.

Tecnologie legate alla  fruizione, valorizzazione e comunicazione  social  web  del    territorio della Basilicata e dei suoi beni culturali materiali e immateriali e ambientali, paesaggistici, archeologici, monumentali, storici.

Innovazione  legata  alle  tematiche  dell’imprenditoria,  soprattutto  giovanile,  nel      mondo culturale e creativo: favorendo le Start-up innovative e le Spin-off operanti nelle predette filiere.

Creazione  di  nuovi  modelli  di  innovazione  sociale  e  di  autoimprenditorialità  legata    al turismo, alla gestione e fruizione dei beni culturali materiali e immateriali.

 

 

Comunicazione

 

Creazione della Carta delle Potenzialità Archeologiche la cui finalità è lo sviluppo di una cartografia tematica che censisca e descriva le caratteristiche culturali del territorio per un sistema Open Data e condiviso di catalogazione, valorizzazione e fruizione tramite WEB-GIS del Patrimonio Culturale ed Archeologico della Basilicata.

Creazione di un sito del progetto, nel quale tutti i ragazzi coinvolti nelle attività di scambio, possono tenere un diario della loro esperienza sotto forma di blog.

Apertura di un account Twitter e di una pagina Facebook.

 

  Creazione di una community dei ricercatori e dei giovani coinvolti nelle attività progettuali. Si utilizzano tutti gli strumenti della filosofia Open Data per una condivisione dei dati e dei risultati delle attività di ricerca sulla base dell’esperienza già avviata sull’area archeologica di Pompei con il progetto “Open Pompei”.

Creazione di una Open Street Map, Open Data delle spese sostenute, dei beni catalogati,   dei luoghi visitati e delle collocazioni museali.

Illustrazione  dei  4  anni  di  attività  (2015  –  2019)  in  una  presentazione  pubblica,  e realizzazione di pubblicazioni con foto, video, percorsi, mappe multimediali, e racconti.

 

Fonti di Finanziamento PO FSE 2014-2020

Asse III – Sviluppare diritti e qualità dell’apprendimento e sostenere l’innovazione intelligente nei settori chiave – Obiettivo Specifico 10.5

 

Innalzamento dei livelli di competenze, di partecipazione e di successo formativo nell’istruzione universitaria e/o equivalente

 

AZIONE 10.5.2

 

Borse di studio e azioni di sostegno a favore di studenti capaci e meritevoli privi di mezzi e di promozione del merito tra gli studenti, inclusi gli studenti con disabilità.

 

AZIONE 10.5.9

 

Azioni  per  il  perfezionamento  di  corsi  di  studio  inerenti  aree  disciplinari  di  particolare interesse nazionale e comunitario, anche finalizzate allo sviluppo di competenze specifiche nell’ambito della ricerca scientifica anche finalizzate alla partecipazione allo sviluppo di ricerca innovativa.

 

PO FESR 2014-2020

 

Alla luce dello stato attuale di redazione del programma, gli interventi di connessione con le attività progettuali potrebbero essere individuati a valere su:

 

Asse I – Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione. Asse II – Agenda digitale – AZIONE 2.B.2.3.1

Soluzioni  tecnologiche  per  l’alfabetizzazione  e l’inclusione  digitale,  per  l’acquisizione di competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo di nuove competenze ICT (e- Skills), nonché per stimolare la diffusione e l’utilizzo del web, dei servizi pubblici digitali e degli strumenti di dialogo, la collaborazione e partecipazione civica in  rete (open government) con particolare riferimento ai cittadini svantaggiati e alle aree interne rural.

 

Asse III – Competitività – AZIONE 3.A.3.5.1

 

Interventi  di  supporto  alla  nascita  di  nuove  imprese  sia  attraverso  incentivi  diretti,   sia attraverso l’offerta di servizi, sia attraverso interventi di micro – finanza.

 

Asse III – Competitività – AZIONE 3.B.3.3.1

 

Sostegno   al   riposizionamento   competitivo,   alla   capacità   di   adattamento   al  mercato, all’attrattività per potenziali investitori, dei sistemi imprenditoriali vitali delimitati territorialmente. Le operazioni finanziabili consistono in misure di aiuto per imprese, nella qualificazione dell’offerta di servizi anche infrastrutturali di supporto alla competitività delle imprese esistenti e all’attrazione di nuove attività, nel rafforzamento di presidii formativi e di istruzione tecnica, nell’adeguamento delle competenze dei lavoratori ai fabbisogni emergenti anche da nuove opportunità di mercato, interventi nella creazione di nuova occupazione anche di tipo autonomo.

 

Asse III – Competitività – Azione 3.B.3.3.3

 

Sostegno  a  processi  di  aggregazione  e  integrazione  tra  imprese  (reti  di  imprese)    nella costruzione di un prodotto integrato nelle destinazioni turistiche (anche sperimentando modelli innovativi, quali, dynamic packaging, marketing networking, tourism information system, customer relationship management).

 

 

Asse III  Competitività – AZIONE 3.C.3.7.1

 

Sostegno   all’avvio   e   rafforzamento   di   attività   imprenditoriali   che   producono  effetti socialmente desiderabili e beni pubblici.

 

Asse VI – Tutela dell’ambiente ed uso efficiente delle risorse – AZIONE 6.C.6.7.1

 

Interventi  per  la  tutela  e  la  valorizzazione  e  la  messa  in  rete  del  patrimonio  culturale, materiale e immateriale nelle aree di attrazione di rilevanza strategica tale da consolidare e promuovere processi di sviluppo.

 

Asse VI – Tutela dell’ambiente ed uso efficiente delle risorse – AZIONE 6.C.6.7.2

 

Sostegno alla diffusione della conoscenza e alla fruizione del patrimonio culturale,  materiale e immateriale, attraverso la creazione di servizi e/o sistemi innovativi e l’utilizzo di tecnologie avanzate.

 

 

Asse VI – Tutela dell’ambiente ed uso efficiente delle risorse – AZIONE 6.C.6.8.3

 

Sostegno  alla  fruizione  integrata  di  risorse  culturali  e  naturali  e  alla  promozione   delle destinazioni turistiche.

 

PO PSR 2014-2020

 

MISURA 7 – Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali.

 

Sottomisura 7.4 – Investimenti finalizzati all’introduzione, al miglioramento o  all’espansione di servizi di base a livello locale per la popolazione rurale, comprese le attività culturali e ricreative.

 

Tipologia di Operazione 7.4.a – Investimenti per la creazione, modernizzazione e estensione dei servizi di base per le popolazioni rurali.

 

Sottomisura 7.5 – Investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative, informazioni turistiche e infrastrutture su piccola scala.

 

Tipologia di Operazione 7.5.a – Ristrutturazione di immobili finalizzati all’accoglienza e all’informazione turistica.

 

Sottomisura  7.6  -  Studi  ed  investimenti  relativi  alla  manutenzione,  al  restauro  e     alla riqualificazione del patrimonio culturale e naturale.

 

Tipologia di Operazione 7.6.a – Studi e investimenti relativi alla manutenzione, al restauro e alla riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei villaggi, del paesaggio rurale e dei siti ad alto valore naturalistico.

 

  Sottomisura 7.7

 

Tipologia di Operazione 7.7.a – Riallocazione attività e riconversione fabbricati.

 

PIANO OPERATIVO NAZIONALE (PON) 2014 – 2020

 

 

PON Cultura – AZIONE 6C.1.A

 

Interventi per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione di rilevanza strategica tale da consolidare e promuovere processi di sviluppo.

 

Potenziale sinergia con taluni programmi a gestione diretta della Commissione Europea (Horizon 2020, Europa Creativa).