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	<title>PIERO LACORAZZA &#187; Sss3</title>
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	<description>una Basilicata migliore</description>
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		<title>Smart Specialization Strategy, dalla qualità e dall’ampiezza del confronto dipende la qualità del progetto</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 17:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sss3]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2015 è un anno cruciale. Negli ultimi dieci anni la  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"><a href="http://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4818" style="margin: 10px;" alt="BANNER S3" src="https://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png" width="300" height="200" /></a>Il 2015 è un anno cruciale. Negli ultimi dieci anni la Basilicata è passata dal cosiddetto phasing out, quando in base ai dati statistici siamo usciti dall’area delle Regioni a ritardo di sviluppo, al ritorno, sempre per motivi statistici oltre che per la crisi, nell’area dell’Obiettivo 1. Ed abbiamo concluso la discussione sui risultati e sui limiti della programmazione 2007/2013 affermando che con il nuovo programma 2014/2020 era necessario innanzitutto concentrare le risorse comunitarie, statali e regionali su pochi e qualificanti obiettivi, in grado di costruire e consolidare una risposta istituzionale forte alla crisi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">L’elemento maggiormente osservato dalla Commissione Europea sui programmi comunitari è la cosiddetta “condizionalità”, cioè la premessa per una valutazione ex ante ed ex post degli obbiettivi che si intendono realizzare con le risorse comunitarie; un metodo e un approccio che dovrebbe valere sempre dentro le regole e le compatibilità normativa e programmatoria. La condizionalità è pianificazione, legislazione, qualità della pianificazione e della legislazione. È quindi la condizione per spendere bene e velocemente le risorse finanziarie che cerchiamo di utilizzare per far ripartire l’economia della nostra regione. Ovviamente avvertiamo tutti che anche da questo tema dipende lo sviluppo sostenibile, armonioso dei nostri territori. E dentro questa sfida si incontra la priorità del lavoro, che è la principale questione di fronte a noi e che richiede una politica rivolta innanzitutto ai giovani.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Credo sia giusto ringraziare gli uffici e i tecnici per il lavoro che stanno facendo in queste ore ma è fin troppo evidente che siamo in ritardo. Ci sarebbe voluta più politica, più dibattito e più visione, e dal mio punto vista tutti siamo chiamati in causa. In diverse sedi istituzionali e politiche avevo segnalato che questo è il momento per un confronto largo perché siamo all&#8217;inizio della programmazione. Non voglio ritornare su fatti passati ma il tema c&#8217;era e c&#8217;è. Perché è importante la partecipazione e perché la partecipazione è condizionalità per sentirsi comunità, per sentirsi comunità dentro una visione, un progetto di sviluppo. Io lo dicevo mesi fa, e anche in maniera un po’ solitaria ho dato, raccogliendo anche nelle piazze reali e virtuali i contributi di tanti, il mio contributo di idee e di proposte. </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">E proprio in base al principio di condizionalità l&#8217;Europa ha osservato il nostro programma, rilevando  fragilità di pianificazione, programmazione, legislazione. Questo significa che corriamo il rischio di portare i vizi del vecchio ciclo di programmazione anche nel nuovo ciclo. È chiaro che una buona pianificazione, programmazione e legislazione richiede i suoi tempi e quindi occorre dare più spazio al confronto e alla partecipazione. Ecco perché questa procedura di consultazione pubblica sulle specializzazioni intelligenti è essenziale. Più partecipazione riusciamo a realizzare e più le scelte e le politiche potranno essere efficaci, più vissute e consapevoli.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Segnalatemi impressioni e suggerimenti rispondendo a questo post o all’indirizzo mail </span><a href="mailto:piero.lacorazza@regione.basilicata.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">piero.lacorazza@regione.<wbr />basilicata.it</span></a></p></blockquote>
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		<title>Smart Specialization Strategy, parte la consultazione</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 17:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Sss3]]></category>

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		<description><![CDATA[ In questi giorni la Regione Basilicata ha lanciato una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> <a href="http://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4818" style="margin: 10px;" alt="BANNER S3" src="https://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png" width="300" height="200" /></a><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">In questi giorni la Regione Basilicata ha lanciato una consultazione aperta sulla “specializzazione intelligente” (Smart Specialization Strategy, o più sinteticamente “S3”) la strategia che secondo l’Unione europea ogni Regione deve adottare come precondizione per poter ricevere i fondi Fesr, e in particolare quelli da destinare a ricerca e innovazione.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">S3 non è un adempimento formale, ma l’opportunità di verificare la coerenza, l’incisività, l’efficacia dei prossimi Programmi Operativi, attraverso una riflessione condivisa con gli attori del territorio che conduca ad una visione comune e ad una logica integrata e lungimirante, in grado di rendere le dinamiche di ricerca e innovazione concretamente disponibili al territorio, in modo che l’accesso e l’utilizzo dei risultati della ricerca favoriscano effettivamente la costruzione e il mantenimento di un valore aggiunto competitivo del sistema socio-economico regionale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Questo significa che l’Ue chiede alle Regioni (giustamente) di collegare il sistema della ricerca al sistema produttivo e sociale del territorio, perché l’innovazione tecnologica divenga realmente innovazione sociale. E significa anche individuare poche priorità (principio di concentrazione) legate alle vocazioni del territorio per evitare la frammentazione degli interventi e concentrare invece le strategie di innovazione verso gli ambiti produttivi e tecnologici di eccellenza, quelli cioè in grado di competere nel contesto globale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Il principio di “concentrazione” non deve essere inteso in termini restrittivi: l’obiettivo non è individuare nicchie tecnologiche ma delineare orizzonti, tracciare traiettorie che consentano all’innovazione di sprigionare la loro capacità di innovazione sociale con una strategia chiara, credibile e con scelte precise, che magari, proprio perché continuamente sottoposte a verifica, possono cambiare nel tempo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times New Roman';">Per vincere questa sfida servono un coinvolgimento dei soggetti a vario titolo interessati a queste politiche (i cosiddetti stakeholders), un buon sistema di monitoraggio e un solido modello di governance.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Il concetto di innovazione non va circoscritto ad un ambito prettamente tecnologico, innovazione è anche quella “sociale”, di tipo organizzativo, di mercato (anche nell’ottica delle possibili sinergie tra i vari fondi comunitari, quelli nazionali e quelli regionali).</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Con questo ed altri post vorrei entrare nel merito del documento della Regione che è alla base di questa iniziativa, con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione e la più ampia partecipazione alla procedura di consultazione pubblica che si sta apprendo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Segnalatemi impressioni e suggerimenti rispondendo a questo post o all’indirizzo mail </span><a href="mailto:piero.lacorazza@regione.basilicata.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">piero.lacorazza@regione.<wbr />basilicata.it</span></a></p></blockquote>
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