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	<title>PIERO LACORAZZA &#187; Politiche europee</title>
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		<title>Pdl “Ecomusei, case di comunità”, Lacorazza lo illustra in IV Ccp</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jul 2017 10:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ascolta  13 luglio 2017 Il progetto normativo è stato i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><a accesskey="L" style="font-size: 13px;" title="Ascolta questa pagina con ReadSpeaker" role="button" href="http://app.eu.readspeaker.com/cgi-bin/rsent?customerid=6757&amp;lang=it_it&amp;readid=detail&amp;url=http%3A%2F%2Fconsiglio.basilicata.it%2Fconsiglioinforma%2Fdetail.jsp%3Fotype%3D1120%26id%3D3387241" data-rsevent-id="rs_144638">Ascolta</a></h1>
<div> 13 luglio 2017</div>
<h2>Il progetto normativo è stato illustrato dal proponente, il consigliere del Pd Piero Lacorazza</h2>
<div>
<p>“L’ecomuseo è un luogo di comunità avente la forma dei musei permanenti, mirante a studiare, conservare e promuovere l’identità collettiva e il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico locale”. Così il consigliere Piero Lacorazza (Pd) ha introdotto in quarta Commissione consiliare presieduta da Luigi Bradascio (Pp), la proposta di legge di sua iniziativa “Ecomusei, case di comunità”.</p>
</div>
<p>La tutela del territorio da parte delle singole comunità, insieme alla valorizzazione delle specificità locali, ha spiegato Lacorazza, costituiscono i tratti fondativi del progetto normativo che è teso a creare le condizioni per un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio. In questa prospettiva, il modello ecomuseale va a connotarsi come realtà orientata a favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle dinamiche culturali locali, la creazione di sinergie con il settore turistico, l’attenzione all’ambiente e la promozione delle logiche della sostenibilità.</p>
<p>Lacorazza ha sottolineato che “la proposta di legge mira a creare una rete locale di esperienze di cittadinanza attiva per sensibilizzare alla lettura del valore del paesaggio le popolazioni che vi abitano e per innescare processi di cooperazione e scambio all’interno delle stesse comunità, con particolare attenzione al mondo della scuola e alle esperienze di alternanza scuola lavoro”.</p>
<p>“Con il testo normativo – ha concluso l’esponente del Pd &#8211; si offre un contributo per unificare, sul piano gestionale, la frammentazione programmatoria a cui sono sottoposti gli enti locali superando la logica esclusivistica e dispersiva dell’assegnazione di fondi attraverso i bandi regionali”.</p>
<p>Successivamente l’organismo consiliare ha deciso di rinviare alla prossima seduta l’esame delle delibere di Giunta regionale riguardanti la valutazione dei direttori generali delle Aziende sanitarie di Potenza e Matera e dell’Azienda ospedaliera regionale “San Carlo”.</p>
<p>Erano presenti ai lavori oltre al presidente Bradascio (Pp) i consiglieri Lacorazza, Miranda Castelgrande, Polese e Spada (Pd), Romaniello (Gm) e Perrino (M5s).</p>
<p><a href="http://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2017/03/ecomusei.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6409" alt="ecomusei" src="https://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2017/03/ecomusei.jpg" width="880" height="260" /></a></p>
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		<title>Smart Specialization Strategy, dalla qualità e dall’ampiezza del confronto dipende la qualità del progetto</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 17:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2015 è un anno cruciale. Negli ultimi dieci anni la  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"><a href="http://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4818" style="margin: 10px;" alt="BANNER S3" src="https://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png" width="300" height="200" /></a>Il 2015 è un anno cruciale. Negli ultimi dieci anni la Basilicata è passata dal cosiddetto phasing out, quando in base ai dati statistici siamo usciti dall’area delle Regioni a ritardo di sviluppo, al ritorno, sempre per motivi statistici oltre che per la crisi, nell’area dell’Obiettivo 1. Ed abbiamo concluso la discussione sui risultati e sui limiti della programmazione 2007/2013 affermando che con il nuovo programma 2014/2020 era necessario innanzitutto concentrare le risorse comunitarie, statali e regionali su pochi e qualificanti obiettivi, in grado di costruire e consolidare una risposta istituzionale forte alla crisi.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">L’elemento maggiormente osservato dalla Commissione Europea sui programmi comunitari è la cosiddetta “condizionalità”, cioè la premessa per una valutazione ex ante ed ex post degli obbiettivi che si intendono realizzare con le risorse comunitarie; un metodo e un approccio che dovrebbe valere sempre dentro le regole e le compatibilità normativa e programmatoria. La condizionalità è pianificazione, legislazione, qualità della pianificazione e della legislazione. È quindi la condizione per spendere bene e velocemente le risorse finanziarie che cerchiamo di utilizzare per far ripartire l’economia della nostra regione. Ovviamente avvertiamo tutti che anche da questo tema dipende lo sviluppo sostenibile, armonioso dei nostri territori. E dentro questa sfida si incontra la priorità del lavoro, che è la principale questione di fronte a noi e che richiede una politica rivolta innanzitutto ai giovani.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Credo sia giusto ringraziare gli uffici e i tecnici per il lavoro che stanno facendo in queste ore ma è fin troppo evidente che siamo in ritardo. Ci sarebbe voluta più politica, più dibattito e più visione, e dal mio punto vista tutti siamo chiamati in causa. In diverse sedi istituzionali e politiche avevo segnalato che questo è il momento per un confronto largo perché siamo all&#8217;inizio della programmazione. Non voglio ritornare su fatti passati ma il tema c&#8217;era e c&#8217;è. Perché è importante la partecipazione e perché la partecipazione è condizionalità per sentirsi comunità, per sentirsi comunità dentro una visione, un progetto di sviluppo. Io lo dicevo mesi fa, e anche in maniera un po’ solitaria ho dato, raccogliendo anche nelle piazze reali e virtuali i contributi di tanti, il mio contributo di idee e di proposte. </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">E proprio in base al principio di condizionalità l&#8217;Europa ha osservato il nostro programma, rilevando  fragilità di pianificazione, programmazione, legislazione. Questo significa che corriamo il rischio di portare i vizi del vecchio ciclo di programmazione anche nel nuovo ciclo. È chiaro che una buona pianificazione, programmazione e legislazione richiede i suoi tempi e quindi occorre dare più spazio al confronto e alla partecipazione. Ecco perché questa procedura di consultazione pubblica sulle specializzazioni intelligenti è essenziale. Più partecipazione riusciamo a realizzare e più le scelte e le politiche potranno essere efficaci, più vissute e consapevoli.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Segnalatemi impressioni e suggerimenti rispondendo a questo post o all’indirizzo mail </span><a href="mailto:piero.lacorazza@regione.basilicata.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">piero.lacorazza@regione.<wbr />basilicata.it</span></a></p></blockquote>
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		<title>Smart Specialization Strategy, parte la consultazione</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 17:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ In questi giorni la Regione Basilicata ha lanciato una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> <a href="http://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4818" style="margin: 10px;" alt="BANNER S3" src="https://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2014/11/BANNER-S3.png" width="300" height="200" /></a><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">In questi giorni la Regione Basilicata ha lanciato una consultazione aperta sulla “specializzazione intelligente” (Smart Specialization Strategy, o più sinteticamente “S3”) la strategia che secondo l’Unione europea ogni Regione deve adottare come precondizione per poter ricevere i fondi Fesr, e in particolare quelli da destinare a ricerca e innovazione.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">S3 non è un adempimento formale, ma l’opportunità di verificare la coerenza, l’incisività, l’efficacia dei prossimi Programmi Operativi, attraverso una riflessione condivisa con gli attori del territorio che conduca ad una visione comune e ad una logica integrata e lungimirante, in grado di rendere le dinamiche di ricerca e innovazione concretamente disponibili al territorio, in modo che l’accesso e l’utilizzo dei risultati della ricerca favoriscano effettivamente la costruzione e il mantenimento di un valore aggiunto competitivo del sistema socio-economico regionale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Questo significa che l’Ue chiede alle Regioni (giustamente) di collegare il sistema della ricerca al sistema produttivo e sociale del territorio, perché l’innovazione tecnologica divenga realmente innovazione sociale. E significa anche individuare poche priorità (principio di concentrazione) legate alle vocazioni del territorio per evitare la frammentazione degli interventi e concentrare invece le strategie di innovazione verso gli ambiti produttivi e tecnologici di eccellenza, quelli cioè in grado di competere nel contesto globale.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Il principio di “concentrazione” non deve essere inteso in termini restrittivi: l’obiettivo non è individuare nicchie tecnologiche ma delineare orizzonti, tracciare traiettorie che consentano all’innovazione di sprigionare la loro capacità di innovazione sociale con una strategia chiara, credibile e con scelte precise, che magari, proprio perché continuamente sottoposte a verifica, possono cambiare nel tempo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: 'Times New Roman';">Per vincere questa sfida servono un coinvolgimento dei soggetti a vario titolo interessati a queste politiche (i cosiddetti stakeholders), un buon sistema di monitoraggio e un solido modello di governance.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Il concetto di innovazione non va circoscritto ad un ambito prettamente tecnologico, innovazione è anche quella “sociale”, di tipo organizzativo, di mercato (anche nell’ottica delle possibili sinergie tra i vari fondi comunitari, quelli nazionali e quelli regionali).</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Con questo ed altri post vorrei entrare nel merito del documento della Regione che è alla base di questa iniziativa, con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione e la più ampia partecipazione alla procedura di consultazione pubblica che si sta apprendo.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;"> </span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">Segnalatemi impressioni e suggerimenti rispondendo a questo post o all’indirizzo mail </span><a href="mailto:piero.lacorazza@regione.basilicata.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium;">piero.lacorazza@regione.<wbr />basilicata.it</span></a></p></blockquote>
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		<title>Energia, Lacorazza: Regioni essenziali in politiche europee</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 15:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politiche energetiche]]></category>
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		<description><![CDATA[“Anche dopo la riforma costituzionale le Regioni contin [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>“Anche dopo la riforma costituzionale le Regioni continueranno a incrociare le procedure autorizzative e gli atti di pianificazione, che sarebbe meglio armonizzare, evitando di espropriare i territori e le istituzioni locali di ogni potere”</b></p>
<p><a href="http://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2015/02/commissioneeu_istock_000041530682_large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4655" alt="commissioneeu_istock_000041530682_large" src="https://archivio.pierolacorazza.it/wp-content/uploads/2015/02/commissioneeu_istock_000041530682_large-300x181.jpg" width="300" height="181" /></a>Il tema delle politiche europee nel settore dell&#8217;energia, anche in relazione alle competenze esercitate dalle Regioni su questa materia, è al centro di un dossier approvato oggi a Trento dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali. Capofila su questa materia  il Consiglio regionale della Basilicata, che con la collaborazione dei Consigli regionali dell&#8217;Umbria, della Puglia e delle Marche ha predisposto il documento varato oggi dalla Conferenza insieme ad altri cinque documenti tematici, che saranno illustrati la settimana prossima alla Commissione Politiche dell&#8217;Unione europea del Senato.</p>
<p>“Tra gli aspetti maggiormente problematici &#8211; è scritto tra l’altro nel dossier -, si segnalano quelli riguardanti le cosiddette interferenze tra la disciplina del rilascio delle autorizzazioni ambientali e i principi di diritto europeo riguardanti la Valutazione di Impatto Ambientale, risolti &#8211; anche se in modo problematico quanto agli effetti &#8211; dalla sentenza della Corte costituzionale n. 93 del 2013, che ha rilevato l&#8217;illegittimità di alcune disposizioni della legge regionale delle Marche concernenti la mancata assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale degli impianti alimentati da fonti rinnovabili al di sotto di una certa soglia di potenza”.</p>
<p>“Al fine di superare le difficoltà connesse con questa questione &#8211; si legge ancora nel documento -, è auspicabile che tra i temi affrontati nell&#8217;ambito della nuova politica energetica europea sia mantenuto anche quello riguardante i procedimenti di autorizzazione, peraltro già trattato all&#8217;art. 13 della direttiva 2009/28/Ce, attraverso un approccio che garantisca: A) rispetto dell&#8217;ambiente; B) perseguimento dell&#8217;obiettivo di incentivare l&#8217;uso delle energie rinnovabili; C) snellezza procedurale; D) adeguato coinvolgimento delle realtà territoriali e locali, riducendo il margine di discrezionalità presente nella disciplina europea attualmente in vigore, che ha determinato incertezza normativa in fase di recepimento e che ha costituito &#8211; nei fatti &#8211; un ostacolo al perseguimento degli obiettivi della direttiva stessa”.</p>
<p>Per il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza, che ha contribuito alla definizione del dossier sull&#8217;energia, “la Conferenza dei presidenti ha individuato temi essenziali, che richiederebbero tra l&#8217;altro un supplemento di riflessione perché la stessa riforma costituzionale all&#8217;attenzione del Parlamento, pur eliminando le materie concorrenti, rischia di non eliminare ma invece di acuire una serie di interferenze istituzionali sulle quali è più volte intervenuta la Corte costituzionale. Energia vuol dire anche tutela della concorrenza, ambiente, governo del territorio, materie che le Regioni continueranno a incrociare con le procedure autorizzative e gli atti di pianificazione, che sarebbe meglio armonizzare in base al principio di sussidiarietà, evitando cioè di espropriare i territori e le istituzioni locali di ogni potere. Un supplemento di riflessione da parte del Parlamento non guasterebbe”.</p>
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